C’è una fotografia dinamica del tessuto produttivo del Paese distribuito sul territorio, che
abbraccia un ampio spettro di settori e pone temi fondamentali legati alla creazione e all’implementazione di innovazione.
Il potenziale di capacità progettuale e inventiva si consolida concentrandosi sulle possibilità di
trasferire e di irrobustire il rapporto tra il mondo della conoscenza e quello produttivo, e viceversa.
E’ difficile definire i gradienti di
innovazione, formalizzarne le modalità, rendere fluidi
processi che trovano, spesso, nella discontinuità e nella
frammentazione, il proprio filo di Arianna. E che costituiscono una
peculiarità tutta italiana che spesso non rientra negli indicatori,
quasi sempre quantitativi, con cui si cerca di dare una misura e un
peso all’innovazione.
La cultura d’impresa è sempre più
intrinsecamente legata a ricerca e innovazione, sulle
quali crescono le prospettive di cambiare, anche profondamente, i
processi produttivi senza arrivare al punto di rottura. Una creatività e
una
flessibilità che trova il suo humus nell’incontro tra sapere e saper
fare diffuso nel nostro Paese.