2012-07-31

MINIMUM


"Minimum" is an essay with images written by John Pawson in 1996. This masterpiece won the Merit Award of the New York Director's Club and the Design Distinction Award in ID Annual Design Review.
The book exposes the concept of minimum: an idea linked to the quest for simplicity in architecture, but also in art and design.
“Minimum” è un saggio per immagini scritto da John Pawson nel 1996. Questo capolavoro ha vinto il Merit Award del New York Director’s Club e il Design Distinction Award nella I.D. Annual Design Review.
Il libro espone il concetto di minimum: un’idea legata alla ricerca della semplicità in architettura, ma anche in arte e nel design.



"Minimum is the perfection that an object reaches when it is no longer possible to improve it by subtraction. It is the quality of an object in which each element, detail or junction has been reduced and condensed to the essentials. It’s the result of omission of the superfluous." John Pawson
“Il minimum può essere definito come la perfezione che un oggetto raggiunge quando non è più possibile migliorarlo per sottrazione. È la qualità di un oggetto in cui ogni elemento, dettaglio o giuntura sono stati ridotti e condensati all’essenziale. È ciò che risulta dall’omissione del superfluo.” John Pawson


Karnak, Tebe, Egypt

In many cultures the pursuit of simplicity coincides with the aspiration to break free from the burden of excessive wealth; an example is Japanese Zen or many religious currents.
In molte culture la ricerca della semplicità coincide con l’aspirazione a liberarsi dalla zavorra di una eccessiva ricchezza: si pensi allo zen giapponese o a molte correnti religiose.


San Francisco, USA

In the book Pawson inserted images that according to him capture the essence of particular forms of simplicity. There are prehistoric Mexico, ancient Egypt, Greek temples, Le Corbusier and Mies van der Rohe, Louis Kahn and Luis Barragàn, Donald Judd, Tadao Ando and Shiro Kuramata.
Nel libro sono state inserite delle immagini che secondo Pawson catturano l’essenza di forme particolari di semplicità. Vi troviamo il Messico preistorico, l’antico Egitto, i templi greci, Le Corbusier e Mies van der Rohe, Louis Kahn e Luis Barragan, Donald Judd, Tadao Ando e Shiro Kuramata.


Donald Judd, Chinati Foundation, Marfa, Texas, USA


The examples cited are: repetition, which instills a sense of order, and the pure geometry, spheres, cubes, cones and pyramids convey calmness and a sense of tranquility.
Pawson then speaks of wabi: Eastern concept that coincides with the value of intentional poverty, it indicates the moral and aesthetic principle that calls for a life of peace and detachment from material things. In the eastern area he explains the concept of shibui, about the work of Ando and Kuramata, which indicates a studied sense of limits, or rather the ability to know when to stop.
Tra gli esempi di semplicità citati vi sono: la ripetizione, che infonde senso di ordine, e la geometria pura, sfere, cubi, coni e piramidi trasmettono calma e senso di tranquillità.
Pawson parla poi di wabi: concetto orientale che coincide con il valore della povertà intenzionale; esso indica il principio morale ed estetico che invita ad una vita di quiete e distacco dalle cose materiali. Per restare in ambito orientale, a proposito del lavoro di Ando e Kuramata, viene citato il concetto di shibui, che indica uno studiato senso del limite, ossia la capacità di sapere quando fermarsi.

The images are devided into eleven chapters: Mass, Light, Structure, Ritual, Landscape, Order, Containment, Repeat, Volume, Essence, Expression.
I capitoli in cui ha deciso di suddividere le immagini sono: Massa, Luce, Struttura, Rituale, Paesaggio, Ordine, Contenimento, Ripetizione, Volume, Essenza, Espressione.